Un esercito di donne contro i cambiamenti climatici

Belinda Bean

Belinda, Anna, Pam e Cathy sono quattro donne diverse, ma un elemento decisivo le accomuna: tutte hanno aderito alla campagna 1 Million Women. L’obiettivo è quello di convincere un milione di donne australiane ad assumere comportamenti eco-compatibili, tali da ridurre di un milione di tonnellate le emissioni di anidride carbonica.

Proprio mentre a Copenaghen i grandi della Terra celebrano il più importante summit sul clima dopo quello di Kyoto, il progetto 1 Million Women fa proseliti sulla base di una semplice convinzione: per cambiare il mondo è sufficiente che ognuno di noi modifichi alcune delle proprie abitudini. Il passaparola farà il resto, inducendo chi ha già sposato questa tesi a convincere gli altri, e così via. L’idea della campagna, naturalmente, è che dall’Australia possa partire una reazione a catena, in grado di coinvolgere le donne di tutte il mondo, e, gradualmente, tutto il pianeta.

Alcuni esempi di comportamenti virtuosi: non acquistare prodotti imballati con quantità eccessive di plastica, o comunque fatti di materiali non riciclabili; mangiare meno carne (una sola porzione alla settimana); fare la spesa in modo intelligente, evitando di acquistare troppo cibo che poi rischia di essere buttato; riutilizzare quanti più oggetti possibile, dalle bottiglie ai contenitori per alimenti, passando per le batterie ricaricabili.

Belinda Bean è giovanissima, ha solo 23 anni, ma è già un’ambasciatrice della missione 1 Million Women. È diventata vegetariana e non guida più la macchina, usa solo mezzi pubblici. Per lei questa convinzione diventerà anche un lavoro, dato che sta completando un master in sviluppo sostenibile.

Senza dubbio, il clima è uno dei tormentoni della nostra epoca. Da una parte ci sono gli scettici, che vorrebbero proseguire con gli stessi comportamenti di sempre negando che esista un problema; dall’altra ci sono i catastrofisti, che lanciano ammonimenti apocalittici. In mezzo, molte persone di buona volontà, come sembrano essere le donne australiane di 1 Million Women. Una cosa è certa: il recente scandalo dei dati sul riscaldamento climatico, taroccati (a quando sembra) dagli scienziati, non aiuta la causa dell’ambiente e getta nell’incertezza migliaia di persone.

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Commenti

  1. [1]

    Sono spiacente di constatare che i commenti fatti riguardo questo post sono “pochi” se si considera l’importanza e la portata dell’argomento trattato! E’ mai possibile che nessuno abbia da scrivere qualcosa in merito?
    Mi è capitato spesso di leggere commenti sul taglio di capelli all’ultima moda e su tanti altri temi, ma proprio su questo si tace!
    Credo sia giunto il momento di realizzare il fatto che il problema del surriscaldamento globale non è “un’ idea che circola” ma una spaventosa realtà. Sono vegetariana da quasi vent’anni e, nei limi, cerco di seguire uno stile di vita il più possibile rispettoso nei confronti dell’ambiente, ma questo non basta, bisogna iniziare ad avere una vera coscenza colletiva che agisca in questo senso. E’ solo quando si uniscono le forze che si ottengono i veri risultati! Se non altro, rifletteteci!

  2. [2]

    oh cavolo! Ho riletto il commento, chiedo venia ho scritto “coscienza” senza la “I”. Una distrazione! D’altrònde ERRARE HUMANUM EST!

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