Tagesmutter: mamme lavoratrici e lavoratrici mamme

Bambini a scuola

Immaginate di essere donne lavoratrici e di avere un figlio. Immaginate di non avere nonni disponibili a prendersi cura a tempo pieno del loro nipotino, o di non essere in posizione utile nelle graduatorie di tutti gli asili scelti e di non avere la possibilità di chiamare una baby sitter.

Come fare quando la pressione di un lavoro, soprattutto precario, vi impone di rientrare a tempo pieno? La risposta è tagesmutter: un termine tedesco che vuol dire “mamme di giorno” e che è il nome di un servizio molto diffuso nel Nord Europa. Si tratta di mamme in prestito che organizzano asili in casa per accogliere i bambini di altre “mamme colleghe” durante l’orario di lavoro.

Niente di nuovo, apparentemente. Più o meno, appunto, come una baby sitter o come un asilo. Il servizio invece convince e molto. Sperimentato nella provincia di Trento con la costituzione della cooperativa “Tagesmutter del Trentino - Il sorriso”, esattamente 10 anni fa, ora è diventato un modello esportabile finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Il progetto pilota si chiama Domus e sarà presentato il 28 novembre a Trento. Le prime 5 regioni che aderiranno al progetto sono Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Calabria.

Il Comune di Parma, in occasione della partenza dei corsi formativi per tagesmutter, ha realizzato un sondaggio secondo cui sono 5.000 le famiglie intenzionate a servirsi di questo servizio, e il comune stesso offrirà dei contributi per usufruire di queste nuove figure. Per il sindaco, Pietro Vignali:

Molto spesso nemmeno i mariti conoscono i salti mortali che le proprie mogli sono costrette a fare per conciliare il ruolo di mamme che educano i figli, di figlie che si prendono cura dei genitori anziani, di mogli, di lavoratrici, di persone che vivono il tempo libero. Noi uomini siamo ancora abituati all’idea che facciamo tutto noi.

Insomma, perché queste mamme di giorno, mamme in prestito, mamme educatrici, tagesmutter piacciono così tanto? Innanzitutto perché questo servizio risulta più economico di altri, e allo stesso tempo garantisce che i bambini vengano accolti in casa o comunque in un ambiente familiare, che gli standard qualitativi sia degli spazi sia delle attività educative siano alti e rispettino le scelte familiari. Inoltre l’orario del servizio è flessibile, e viene concordato in base alla disponibilità offerta dalla tagesmutter e, soprattutto, alle effettive esigenze lavorative delle famiglie.

Economicità, comodità e flessibilità, ma anche sicurezza. La tagesmutter infatti è una vera e propria figura professionale, dai 21 anni in su, con tanto di iscrizione all’albo previo corso di formazione, con lezioni in aula, coordinate dai Comuni, e tirocinio pratico, in cui studia alimentazione, igiene e sicurezza e pronto soccorso, ma anche psicopedagogia, pediatria, legislazione, passando per cooperazione, creatività, marketing sociale, imprenditoria e organizzazione del lavoro. Ogni tagesmutter può accogliere un numero massimo di 6 bambini da tre mesi a tre anni, compresi i propri figli, se al di sotto dei 10 anni e presenti nell’orario di servizio.

I tempi cambiano, l’angelo del focolare si inventa, con la tagesmutter, un lavoro “da casa” e la donna che lavora può pensare con più serenità alla sua carriera. Sono i due volti della “mamma lavoratrice“: ci vorrà ancora un po’ di tempo per far corrispondere i cambiamenti del suo stile di vita alle abitudini della società, ma con un po’ di organizzazione, non la fermerà più nessuno.

Commenti

  1. [1]

    Un’idea eccellente, ma io che abito in una regione “non pilota” quanto tempo dovrò aspettare per usufruire di questo servizio? Perchè non far partire le regioni tutte insieme?

  2. [2]

    I tedeschi ci stanno sempre dentro alla grande!!STIMA!

  3. [3]

    Sono una giovane laureata di una regione del sud che vive con lavori saltuari e occasionali.Ho letto per caso questo post e mi sono chiesta se la professione di tagesmutter possa essere una risposta ai miei problemi e di tante giovani come me in cerca di una collocazione stabile.Oltretutto adoro i bambini.Seguirò con interesse l’evoluzione di questo progetto.Grazie per l’informazione.

  4. [4]

    L’argomento mi ha incuriosito,Ho approfondito il progetto pilota DoMuS e devo dire che che è un’inziativa di grande valenza che troverà sicuramente il gradimento delle mamme lavoratrici e ,spero, di mamme che avranno occasioni d’impiego, ma anche di accudire con affetto i bambini .Concordo con Jack ; Il Trentino è avanti ma questo rogetto pilota poteva partire molto prima.

  5. [5]

    E’ una bella cosa; la mia preoccupazione è che le future tagesmutter guardino più all’accrescimento del proprio portafoglio e non anche all’amore per i bambini.Bisognerà stare molto attenti e selezionarle con molto rigore.

  6. [6]

    Ho letto con interesse il post; sono convinto che a breve il progetto pilota sarà esportato su tutto il territorio nazionale. Non vorrei sembrare maschilista ma sarebbe opportuno coinvolgere anche i maschi e immaginare, con le dovute riflessioni, non solo mamme di giorno, ma genitori di giorno.

  7. [7]

    ma è un lavoro che si sta evolvendo anche nel sud?è un’idea interessante questa delle tagesmutter:non solo si lavora ma anche a contatto con i bambini e c’è la possibilità di accogliere anche i propri figli.da non sottovalutare

  8. [8]

    saranno contente le mamme lavoratrici di quest’iniziativa…si riesce a coinciliare lavoro, casa e famiglia.Ottimo!

  9. [9]

    @lucia: Se il progetto non è partito in tutta l’Italia è perché spetta alle regioni scegliere su quali progetti investire. Le proposte sono talmente tante che ognuna compone il suo puzzle scegliendo dove e come allocare il budget disponibile.

    @pamela: sì, pendo che questo progetto aiuterà donne in cerca di lavoro, e potrà anche offrire una prima valida esperienza formativa e lavorativa a quante frequentano facoltà come Scienze dell’educazione o della Formazione e devono aspettare molto per trovare un posto di lavoro nelle scuole per l’infanzia sia pubbliche che private.

    @marina: il progetto garantisce grande serietà nella scelta delle tagesmutter, si assicura che le loro case non presentino pericoli per i piccoli, e in più c’è sempre, dietro ogni tagesmutter, un’associazione di riferimento che controlla sempre la situazione e che fa anche da punto di riferimento per eventuali difficoltà.

    Il progetto deve necessariamente basarsi sulla sicurezza, altrimenti, con episodi terrificanti come quelli di Pistoia delle due imperdonabili maestre d’asilo, nessuno lascerebbe mai i propri bambini in casa di persone che non conoscono.

  10. [10]

    @Daniela: Ti ringrazio per la risposta; spero che i politici della mia regione capiscano la rilevanza socio-economica del progetto e si diano da fare per attrivarlo subito.

  11. [11]

    Mi piace. Spero che la Formazione delle tagesmutter non si risolva nei soliti carrozzoni politici.

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