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Valentina Novelli -
Mercoledì 3 Marzo 2010 alle 13:00

Che lo stress faccia male ormai è cosa certa e risaputa, ma recenti studi dimostrano che quando è una donna incinta ad essere stressata, gli effetti possono ripercuotersi sul feto, non soltanto a livello caratteriale e umorale, ma anche a livello cognitivo. La notizia ci arriva da una ricerca condotta dagli studiosi dell’Università’ di Rochester, pubblicata sul Biological Psychiatry.
Gli scienziati, diretti dal professor Thomas o’Connor, hanno tratto queste conclusioni dopo aver esaminato 125 donne incinte, a cui è stata fatta un’amniocentesi per monitorare l’ormone dello stress nel liquido amniotico. Tale ormone, chiamato cortisolo, viene infatti prodotto dalla donna quando è particolarmente stressata. Dopo il parto, è stata fatta un’analisi sui bambini al diciassettesimo mese di vita finalizzata a misurare il loro sviluppo mentale e motorio attraverso lo strumento del Bayley test. Dai risultati è quindi emerso che i bambini nati da mamme che durante la gravidanza avevano sviluppato un alto livello di cortisolo mostravano diversi problemi, tra i quali poco attaccamento al genitore, difficoltà di linguaggio e di risoluzione dei problemi, nonché livelli di attenzione più bassi.
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Carola Argirò -
Martedì 2 Marzo 2010 alle 11:01

I ricercatori giapponesi del Muroran Institute of Technology di Hokkaido hanno progettato un computer in grado di registrare e interpretare il pianto dei neonati.
I radiotrasmettitori che si possono dislocare nelle stanze potrebbero diventare obsolete, così come i termometri per la temperatura dell’acqua per il bagnetto o dei cibi…
Alcuni ricercatori giapponesi sono riusciti a mettere a punto un software che, tramite il computer, è in grado di decifrare e interpretare il pianto dei neonati. Saranno entusiasti della scoperta i neogenitori alle primissime armi, impacciati e forse anche un po’ impauriti di non essere sufficientemente bravi.
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Giuliana De Vivo -
Giovedì 25 Febbraio 2010 alle 11:18

È una storia che ha dell’eccezionale, e che certamente riaccenderà la speranza in molte lettrici, quella che arriva dalla Danimarca e ha per protagonista una donna di 33 anni che è riuscita a rimanere incinta due volte, portando in entrambi i casi a termine la gravidanza, pur avendo subito in precedenza un trapianto di ovaie.
Vediamo di capire bene come sono andate le cose: la vicenda, infatti, ha inizio diversi anni fa, quando la giovane donna danese scopre di avere un tumore, e, prima di iniziare le sedute di chemioterapia, decide di sottoporsi ad un intervento di asportazione delle ovaie.
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Barbara Reverberi -
Mercoledì 24 Febbraio 2010 alle 10:00

Si è tenuta all’Ospedale Bambin Gesù di Roma lo scorso 19 febbraio la Quinta Edizione della Giornata Nazionale del Bambino Allergico. Il convegno, organizzato in partnership da ALAMA (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche), Federasma Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici) e SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) ha voluto porre l’attenzione sulle problematiche legate al bambino allergico nella sua globalità.
Come fa un genitore a capire se il suo bambino soffre di asma?
Cosa è meglio fare e cosa evitare? Quali esami? Quale percorso per la diagnosi? E a scuola, quali procedure si possono adottare?
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Giuliana De Vivo -
Lunedì 22 Febbraio 2010 alle 09:28

Una notizia utile per tutte le donne incinte: avete una ragione in più per fare sport.
L’attività fisica, infatti, non è solo utile per evitare di prendere troppo peso nel corso della gravidanza, rischiando di ritrovarsi poi, una volta partorito, con un numero eccessivo di chili troppo difficili da smaltire, ma farà bene anche a vostro figlio: se fate sport, il vostro bambino sarà più intelligente.
Così, almeno, sostengono i ricercatori del dipartimento di Kineseologia dell’Università di Montreal (Canada): le donne che hanno uno stile di vita attivo e che fanno sport circa tre volte a settimana, partoriscono figli più intelligenti e con una migliore memoria rispetto a quelle che si muovono poco.
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Floriana Giambarresi -
Lunedì 15 Febbraio 2010 alle 15:00

Le ragioni della nascita di un bambino avvenuta prima del termine della gravidanza sono numerose e talvolta molteplici, proprio per questo si stanno portando avanti numerose ricerche per capire i vari motivi che causano tale anticipo.
Uno di questi può essere ricondotto al sovrappeso della donna prima o durante il periodo della gestazione, secondo quanto è emerso da un recente studio condotto da alcuni ricercatori della Boston University School of Medicine (BUSM) Slone Epidemiology Center e del Boston University School of Public Health (BUSPH).
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Valentina Novelli -
Lunedì 15 Febbraio 2010 alle 09:17

Stanno aumentando notevolmente in molti paesi occidentali i parti cesarei, ma in particolar modo in Italia. Il numero di parti programmati da noi infatti supera anche la soglia consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che prevede un tetto massimo del 20% che si raccomanda vivamente di non superare. Il parto non naturale dovrebbe essere effettuato quando la gravidanza presenta problematiche particolari, che potrebbero compromettere la salute della mamma e del bambino, e dovrebbe rappresentare un’eccezione. Ma sembra che ultimamente l’eccezione sia il parto vaginale.
In Italia i dati che si riferiscono a questa situazione variano in base alle zone, e vanno da un minimo del 20% a Bolzano, ad un massimo del 60% in Campania. Le motivazioni di solito sono legate all’assistenza. Anche se per un parto cesareo i rischi di vita per la mamma sono tre volte superiori a quelli di un parto naturale, nella maggior parte delle strutture sanitarie lo si preferisce perché richiede meno impegno da parte del personale medico. Soltanto pochi ospedali infatti garantiscono la presenza dell’anestesista 24 ore su 24 per procedere all’epidurale.
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Anna Garofalo -
Venerdì 12 Febbraio 2010 alle 12:04

L’infertilità colpisce una coppia su cinque.
Per questo, dati alla mano, il Centro di medicina della riproduzione dell’European Hospital di Roma ha organizzato il “Fertility day check up“. L’iniziativa, che inizierà il 6 di marzo e si concluderà il 27 dello stesso mese, permetterà a tutte le coppie che lo vorranno di fare gratuitamente degli esami per stabilire lo stato della propria fertilità, oltre ad offrire tutte le informazioni su questo argomento così delicato.
Oltre al direttore del centro, Ermanno Greco, parteciperanno all’iniziativa, mettendo a disposizione la propria professionalità, anche un genetista e uno psicologo.
Gli esami messi a disposizioni sono rivolti sia all’uomo che alla donna, ma è l’informazione la vera protagonista di questa iniziativa, come ha sottolineato lo stesso Greco:
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Carola Argirò -
Giovedì 11 Febbraio 2010 alle 09:23

Se l’alzamento dell’età media in cui si oggi diventa mamme (ovvero: quarant’anni) è un fenomeno diffuso a dovuto alla pressante vita degli ultimi decenni, è anche importante fare delle considerazioni riguardo alla gravidanza over 40.
Uno studio americano pubblicato dalla rivista “Autism Research” ha messo in luce il dato formulato da anni di ricerca dell’Università della California. Questo studio, condotto per nove anni (dal 1990 al 1999) e che ha monitorato 5mila gravidanze di donne in età avanzata, ha dimostrato che ben 12 milioni di nascituri sono stati affetti dalla sindrome dell’autismo.
Il che significa, in numeri, che la percentuale di rischio che un bambino contragga l’autismo è molto più alta quando la mamma ha oltre 40 anni. Al contrario, lo stesso studio condotto su una fascia di donne in età tra i 25-29 anni ha dimostrato che il rischio, praticamente, si dimezza.
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Giuliana De Vivo -
Venerdì 5 Febbraio 2010 alle 14:15

Ecco un bell’esempio di sanità che funziona: arriva da Conegliano Veneto, nel trevigiano, dove, adesso, tutte le donne incinte avranno un servizio in più.
Si chiama “Cartadonna“, e altro non è che una card plastificata, nella quale è inserita una chiavetta USB che consente alle gestanti di controllare, semplicemente collegando la chiavetta al proprio PC, tutti i dati relativi alla gravidanza.
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