di
Valentina Novelli -
Martedì 22 Giugno 2010 alle 15:13

È stata portata in un centro commerciale per stare in un posto frequentato da altre persone, ma la sua gita fuori porta si è trasformata per lei in una umiliazione gratuita e immotivata. È successo a una bambina di dieci anni, la cui unica colpa, se di colpa si può parlare, è quella di essere autistica.
Al fianco della sua accompagnatrice e terapista, la bimba si trovava in un centro commerciale di Reggio Emilia, precisamente in un ristorante, dove avrebbe dovuto pranzare circondata da altre persone, per essere indotta ad alimentarsi. Ma la sua difficoltà è stata sicuramente poco capita, e la guardia giurata del centro ha cacciato lei e la sua accompagnatrice che la stava imboccando, senza neppure permettere loro di finire il pranzo. La motivazione? La bimba e la sua terapista non avevano un atteggiamento consono e adatto al locale.
Continua »
di
Rita Dalleo -
Martedì 9 Marzo 2010 alle 15:30

È uscito lo scorso mese il libro Ma le donne no di Caterina Soffici. Nel libro l’autrice riflette sulla condizione della donna in Italia, il paese più maschilista d’Europa.
Il libro nasce dalla raccolta di ritagli di giornale di storie di donne, iniziata 10 anni fa. È triste notare come l’immagine dominante che emerge da questa raccolta sia quella della donna velina.
L’autrice si chiede: perché le donne italiane non reagiscono? Perché quando avviene una violazione dei diritti, in Italia non si assiste a quelle lotte che lasciano il segno, come invece avviene i Europa e in America? Sembra che si siano rassegnate alla loro condizione. Il libro racconta:
Continua »
di
Silvia Serra -
Giovedì 4 Marzo 2010 alle 13:00

Che il mondo si divida in maschi e femmine lo possiamo dare per scontato.
Che la realtà vista da occhi maschili sia totalmente divergente dalla stessa vista da occhi femminili, col tempo, finiamo per accettarlo.
Ma che ogni anno si finisca per “festeggiare” la donna, così in senso lato, senza una ragione, senza nemmeno ricordare il pretesto da cui prende le mosse questa ricorrenza, comincia a dare fastidio a molte.
Il fattore commerciale è imperante, e molte di noi si adeguano magari organizzando uscite tra donne, magari per assistere a qualche spettacolo di streaptease maschile sventolando il rituale rametto di mimosa (che, quest’anno, dovrà costare parecchio caro considerando che le gelate di questo inverno non ancora terminato hanno fatto parecchi danni alle amate e profumate piante).
Per un numero di donne, sempre più crescente, l’occasione è d’obbligo per riflettere sulla condizione femminile. Sul fatto che per un giorno all’anno si considera la donna per farle un regalino, per darle un contentino, ma che per tutto il resto dei 365 giorni viene caricata di lavoro, pagata meno dell’uomo, discriminata, vessata, messa da parte.
Continua »