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Barbara Reverberi -
Mercoledì 24 Febbraio 2010 alle 10:00

Si è tenuta all’Ospedale Bambin Gesù di Roma lo scorso 19 febbraio la Quinta Edizione della Giornata Nazionale del Bambino Allergico. Il convegno, organizzato in partnership da ALAMA (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche), Federasma Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici) e SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) ha voluto porre l’attenzione sulle problematiche legate al bambino allergico nella sua globalità.
Come fa un genitore a capire se il suo bambino soffre di asma?
Cosa è meglio fare e cosa evitare? Quali esami? Quale percorso per la diagnosi? E a scuola, quali procedure si possono adottare?
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Floriana Giambarresi -
Mercoledì 13 Gennaio 2010 alle 16:00

Inizialmente era un problema tipicamente confinato nel territorio statunitense ma è arrivato a poco a poco anche in Italia: si tratta dello stress. Cominciano a soffrirne tutti: manager, insegnanti, avvocati, ma anche i più giovani che tra scuola o Università, a volte unite alla necessità di svolgere un piccolo lavoro per mantenersi o per potersi permettere qualche extra in più, sono ora più stanchi che mai.
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Barbara Reverberi -
Mercoledì 16 Dicembre 2009 alle 09:15

“Mamma, a scuola mi prendono in giro e mi dicono che sono basso!”. A qualche genitore sarà capitato di tornare a casa dal lavoro e vedersi correre incontro il piccolo con il faccino triste.
A volte i compagni sanno essere spietati o, più probabilmente, sono semplicemente spontanei e lasciano che le parole corrano più veloci dei pensieri.
Cosa potrebbe fare allora un genitore per placare il misto di rabbia e tristezza del proprio figlio e aiutarlo in seguito ad affrontare il problema della crescita? Prima di tutto deve accogliere con serietà e attenzione l’inquietudine del bambino: in quel momento la sua altezza rappresenta per lui un vero problema, forse insormontabile dal suo punto di vista. Per questo sta cercando un conforto e una soluzione.
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Giuliana De Vivo -
Lunedì 23 Novembre 2009 alle 10:00

Quante volte, quando la donna rimane incinta, il padre va in “paternità“? Pochi, pochissimi, almeno in Italia. Ma forse le cose sono destinate a cambiare nei prossimi anni.
Un input in questo senso viene infatti da una recente sentenza emessa dalla sezione lavoro del Tribunale di Firenze, che ha sancito la possibilità per i padri di assentarsi dall’ufficio per un periodo complessivo di cinque mesi, di cui uno o due anche precedenti alla data del parto.
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Naomi Vona -
Venerdì 13 Novembre 2009 alle 12:10

Affrontare la crisi economica con una famiglia numerosa a carico è sicuramente un’impresa ardua, soprattutto per le mamme di oggi, prese da mille impegni tra lavoro, casa e figli.
Grazie a Neatorama siamo venuti a conoscenza di una storia che vede come protagonista una giovane e intraprendente mamma, e che vogliamo raccontare.
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Giuliana De Vivo -
Martedì 10 Novembre 2009 alle 12:05

Non sono solo le madri a trovarsi in difficoltà quando si tratta di far quadrare gli orari lavorativi con il tempo da dedicare ai propri figli: la stessa problematica la vivono i padri.
Anzi, i papà, a quanto pare, ne soffrirebbero anche più delle donne: lo mette in evidenza uno studio inglese riportato dal Corriere della Sera, secondo il quale gli uomini avrebbero sensi di colpa ancora più forti rispetto a quelli delle proprie partner.
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Barbara Reverberi -
Giovedì 29 Ottobre 2009 alle 15:45

Una giornata di lavoro, mille pensieri e ancora molto da fare tra casa e famiglia, ma il piccolo non vuole saperne di andare a dormire. Per i bambini, soprattutto quelli più piccoli, ogni scoperta è estremamente eccitante e ogni esperienza porta con sé grandi emozioni difficili da contenere. Ecco allora che per loro la sera diventa una lotta e per i genitori un calvario: perché dovrebbero lasciare un mondo pieno di colori, sapori, odori, luci, suoni? Come possono sopportare di staccarsi per la notte mamma e papà che possono essere così affettuosi, rassicuranti?
Fatta questa premessa dal punto di vista del bambino, si può fare qualcosa per aiutarlo a rilassarsi e ad affrontare più serenamente il “percorso nanna“.
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Barbara Reverberi -
Mercoledì 14 Ottobre 2009 alle 19:19

Dieci anni fa germogliava “Nati per leggere“, fiore all’occhiello di una partnership d’eccezione tra l’Associazione culturale pediatri, l’Associazione italiana biblioteche e il Centro per la salute del bambino onlus.
Il progetto, partito nel 1999, si proponeva d’insegnare l’amore per i libri fin dal nido, attraverso la lettura ad alta voce. Come? Grazie alla collaborazione di piccoli e medi editori che hanno sostenuto la causa fornendo a educatori e bibliotecari i libri da distribuire ai “lettori in erba”, perché potessero portarli a casa e sfogliarli, toccarli, guardarli e gustarli tra le braccia di mamma e papà.
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Eleonora Tronci -
Mercoledì 7 Ottobre 2009 alle 14:05

Recentissimi studi hanno dimostrato quanto la qualità del rapporto sessuale conti per le future mamme. È ora di abbandonare calendari di fertilità, ormoni e fantomatiche diete per favorire la fecondazione: fate l’amore col vostro partner come se fosse la prima volta. Con tanta passione e tanto amore verso il proprio compagno.
L’esperto Allan Pacey ha confermato, infatti, che le coppie che desiderano avere un figlio e non riescono ad ottenerlo in tempi minimi entrano in un circolo di “sesso meccanico”; l’obiettivo viene visto prima della soddisfazione di entrambi i partner. E secondo Pacey è la cosa più sbagliata da fare. La psiche è turbata dal ritardo del concepimento e il rapporto rischia di diventare una routine a senso unico.
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Giuliana De Vivo -
Venerdì 2 Ottobre 2009 alle 10:27

Abbiamo già parlato di quanto sia difficile, per le donne di oggi, conciliare il lavoro con la famiglia: molte sono vere acrobate, costrette da una quotidianità scandita da ritmi serratissimi a vivere giocoforza perennemente trafelate.
Tutto questo, talvolta, rischia di andare a discapito dei loro stessi figli: a sottolinearlo è un recente articolo che mette in evidenza una pratica largamente diffusa in alcune grandi e caotiche città (nel caso di specie, Milano): quella di portare in giro bimbi ormai grandicelli, anche di cinque o sei anni, in giro sul passeggino.
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