Bimbi e allergia: un decalogo per capire, prevenire e curare

allergie

Si è tenuta all’Ospedale Bambin Gesù di Roma lo scorso 19 febbraio la Quinta Edizione della Giornata Nazionale del Bambino Allergico. Il convegno, organizzato in partnership da ALAMA (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche), Federasma Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici) e SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) ha voluto porre l’attenzione sulle problematiche legate al bambino allergico nella sua globalità.
Come fa un genitore a capire se il suo bambino soffre di asma?
Cosa è meglio fare e cosa evitare? Quali esami? Quale percorso per la diagnosi? E a scuola, quali procedure si possono adottare?

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La sindrome del weekend coinvolge anche gli italiani

Sindrome del weekend

Inizialmente era un problema tipicamente confinato nel territorio statunitense ma è arrivato a poco a poco anche in Italia: si tratta dello stress. Cominciano a soffrirne tutti: manager, insegnanti, avvocati, ma anche i più giovani che tra scuola o Università, a volte unite alla necessità di svolgere un piccolo lavoro per mantenersi o per potersi permettere qualche extra in più, sono ora più stanchi che mai.
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Problemi d’altezza? Come aiutarlo a crescere meglio

bambini per mano

“Mamma, a scuola mi prendono in giro e mi dicono che sono basso!”. A qualche genitore sarà capitato di tornare a casa dal lavoro e vedersi correre incontro il piccolo con il faccino triste.

A volte i compagni sanno essere spietati o, più probabilmente, sono semplicemente spontanei e lasciano che le parole corrano più veloci dei pensieri.

Cosa potrebbe fare allora un genitore per placare il misto di rabbia e tristezza del proprio figlio e aiutarlo in seguito ad affrontare il problema della crescita? Prima di tutto deve accogliere con serietà e attenzione l’inquietudine del bambino: in quel momento la sua altezza rappresenta per lui un vero problema, forse insormontabile dal suo punto di vista. Per questo sta cercando un conforto e una soluzione.

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Lavoro e famiglia, il Tribunale di Firenze apre la strada al “mammo”

Padre e figlio

Quante volte, quando la donna rimane incinta, il padre va in “paternità“? Pochi, pochissimi, almeno in Italia. Ma forse le cose sono destinate a cambiare nei prossimi anni.

Un input in questo senso viene infatti da una recente sentenza emessa dalla sezione lavoro del Tribunale di Firenze, che ha sancito la possibilità per i padri di assentarsi dall’ufficio per un periodo complessivo di cinque mesi, di cui uno o due anche precedenti alla data del parto.

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Katie Spencer ci racconta come affronta la crisi, con i “coupon”

Coupon Supermercato

Affrontare la crisi economica con una famiglia numerosa a carico è sicuramente un’impresa ardua, soprattutto per le mamme di oggi, prese da mille impegni tra lavoro, casa e figli.

Grazie a Neatorama siamo venuti a conoscenza di una storia che vede come protagonista una giovane e intraprendente mamma, e che vogliamo raccontare.

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Padri alla ricerca di tempo per i figli

padri e figli

Non sono solo le madri a trovarsi in difficoltà quando si tratta di far quadrare gli orari lavorativi con il tempo da dedicare ai propri figli: la stessa problematica la vivono i padri.

Anzi, i papà, a quanto pare, ne soffrirebbero anche più delle donne: lo mette in evidenza uno studio inglese riportato dal Corriere della Sera, secondo il quale gli uomini avrebbero sensi di colpa ancora più forti rispetto a quelli delle proprie partner.

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A nanna proprio no

a nanna no

Una giornata di lavoro, mille pensieri e ancora molto da fare tra casa e famiglia, ma il piccolo non vuole saperne di andare a dormire. Per i bambini, soprattutto quelli più piccoli, ogni scoperta è estremamente eccitante e ogni esperienza porta con sé grandi emozioni difficili da contenere. Ecco allora che per loro la sera diventa una lotta e per i genitori un calvario: perché dovrebbero lasciare un mondo pieno di colori, sapori, odori, luci, suoni? Come possono sopportare di staccarsi per la notte mamma e papà che possono essere così affettuosi, rassicuranti?

Fatta questa premessa dal punto di vista del bambino, si può fare qualcosa per aiutarlo a rilassarsi e ad affrontare più serenamente il “percorso nanna“.

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Fiabe ad alta voce per bambini più sereni

letture delle fiabe

Dieci anni fa germogliava “Nati per leggere“, fiore all’occhiello di una partnership d’eccezione tra l’Associazione culturale pediatri, l’Associazione italiana biblioteche e il Centro per la salute del bambino onlus.

Il progetto, partito nel 1999, si proponeva d’insegnare l’amore per i libri fin dal nido, attraverso la lettura ad alta voce. Come? Grazie alla collaborazione di piccoli e medi editori che hanno sostenuto la causa fornendo a educatori e bibliotecari i libri da distribuire ai “lettori in erba”, perché potessero portarli a casa e sfogliarli, toccarli, guardarli e gustarli tra le braccia di mamma e papà.

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Desideri diventare mamma? Abbandona i calendari, vivi di più l’intimità

Gravidanza

Recentissimi studi hanno dimostrato quanto la qualità del rapporto sessuale conti per le future mamme. È ora di abbandonare calendari di fertilità, ormoni e fantomatiche diete per favorire la fecondazione: fate l’amore col vostro partner come se fosse la prima volta. Con tanta passione e tanto amore verso il proprio compagno.

L’esperto Allan Pacey ha confermato, infatti, che le coppie che desiderano avere un figlio e non riescono ad ottenerlo in tempi minimi entrano in un circolo di “sesso meccanico”; l’obiettivo viene visto prima della soddisfazione di entrambi i partner. E secondo Pacey è la cosa più sbagliata da fare. La psiche è turbata dal ritardo del concepimento e il rapporto rischia di diventare una routine a senso unico.

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Se la mamma è indaffarata il bimbo cresce sedentario

Passeggino

Abbiamo già parlato di quanto sia difficile, per le donne di oggi, conciliare il lavoro con la famiglia: molte sono vere acrobate, costrette da una quotidianità scandita da ritmi serratissimi a vivere giocoforza perennemente trafelate.

Tutto questo, talvolta, rischia di andare a discapito dei loro stessi figli: a sottolinearlo è un recente articolo che mette in evidenza una pratica largamente diffusa in alcune grandi e caotiche città (nel caso di specie, Milano): quella di portare in giro bimbi ormai grandicelli, anche di cinque o sei anni, in giro sul passeggino.

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