Ru-486: dopo il presidio ecco le parole dell’associazione “Vita di Donna”

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Ieri vi avevamo anticipato che oggi, 16 giugno, ci sarebbe stato un presidio davanti alla sede romana delle giunta regionale e della governatrice del Lazio Renata Polverini.

L’associazione “Vita di Donna Onlus“, infatti, insieme alla Cgil di Roma aveva organizzato la protesta dopo la decisione della Polverini di sospendere la somministrazione della pillola abortiva Ru-486 fino a quando non si fosse stabilito quanti e quali fossero gli ospedali pronti ad accogliere le mamme in difficoltà.

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Ru-486: domani le donne scendono in piazza

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Qualche giorno fa vi avevamo fatto conoscere il drammatico racconto di una donna, la prima donna ad aver deciso di abortire con la pillola Ru-486 nel Lazio.

Le polemiche intorno alla vicenda erano state immediate soprattutto quando la donna, che aveva abortito per non mettere a repentaglio la propria vita, aveva deciso di rinunciare al ricovero previsto dalla procedura e tornare a casa dai suoi altri tre figli.

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A Massa, simpatizzanti di Forza Nuova furiose per la RU486: incitano allo stupro

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Le polemiche avviatesi per via della commercializzazione della pillola abortiva RU468 non apprestano a concludersi, piuttosto, come accade sempre più spesso in Italia, si sta iniziando a perdere il controllo della situazione e le contestazioni a riguardo hanno assunto toni alquanto assurdi.

Alcune estremiste di destra, si dice appartenenti al partito Forza Nuova, si sarebbero lasciate andare a insulti e gravi offese contro la popolazione femminile in generale. L’episodio in questione ha avuto luogo a Massa, in occasione dell’iniziativa di domenica scorsa circa la pillola RU486.

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RU486: Bari, prima somministrazione ordinaria. Favorevoli o contrari?

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Il polverone mediatico che in questi giorni è stato sollevato sulla pillola abortiva RU486 ha creato due fazioni: la prima vorrebbe bloccare la somministrazione del farmaco, la seconda sostiene la libertà d’arbitrio della donna e il rispetto della relativa legge.

Ieri, a Bari, una 25enne è stata la prima donna ad assumere la pillola abortiva in regime ordinario, come da suo diritto in base alla legge 194. Molti medici precisano, inoltre, che non rispettare tale legge è reato.

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RU486, lo stop della Lega è propaganda o intento reale?

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Le parole dei neoeletti governatori del Veneto e del Piemonte, Luca Zaia e Roberto Cota, pronunciate subito dopo l’arrivo in Italia delle prime confezioni di RU486, la pillola che consente un aborto farmacologico senza necessità di intervento chirurgico, hanno scatenato in queste ore una nuova bufera sulla questione.

Studieremo un modo per non farla arrivare negli ospedali Veneti. La RU486 banalizza una procedura così delicata come l’aborto, lascia sole le donne e deresponsabilizza i più giovani.

Lo ha dichiarato Zaia, facendo eco alle precedenti affermazioni del leghista neogovernatore del Piemonte Cota, e ricevendo il plauso della Chiesa, espresso in particolare da Monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia della Vita.

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RU486: le donne italiane si spostano all’estero per l’intervento

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È finalmente arrivata anche in Italia la tanto discussa pillola abortiva Ru486, ma da noi, contrariamente agli altri paesi europei, non è ancora in uso. Resta facile immaginare quali siano le conseguenze di questa diversità. Esattamente come accade per la necessità contraria, ovvero la fecondazione assistita, molte donne italiane che hanno bisogno di un’interruzione di gravidanza si rivolgono a medici di strutture estere, pagando l’intervento e tornando poi in Italia senza nemmeno un giorno di osservazione, né di ricovero. A rivolgere un appello per far cessare questo fenomeno è l’associazione che tutela la vita e la salute femminile, “Vita di donna“, attraverso le parole della sua presidente, Elisabetta Canitano.

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RU486: le prime confezioni sono arrivate in Italia

Pillola Ru486

Complice il fatto che l’attenzione di media e opinione pubblica si è concentrata, nelle ultime 48 ore, sulle elezioni amministrative, è passata un po’ in sordina la notizia dell’arrivo in Italia dei primi camion che hanno trasportato nel nostro Paese le prime confezioni della tanto discussa pillola RU486.

Duemila confezioni di una pillola che consente alle donne di optare per l’aborto farmacologico anziché chirurgico sono state scaricate in un deposito della provincia milanese, e, dopo la lunga istruttoria per il via libera da parte dell’Aifa, dalla prossima settimana i reparti di ginecologia degli ospedali potranno iniziare le ordinazioni del farmaco.

Il che vuol dire che nella seconda settimana di aprile, dopo Pasqua, saranno effettuate le prime interruzioni di gravidanza con la pillola.

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Stop alla RU486: che ne pensate?

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Sollevò discussioni fin dal momento della sua prima apparizione nel mercato, e continua a farlo adesso: la RU486, la pillola che consente di abortire senza la necessità di un intervento chirurgico, è di nuovo al centro della bufera.

A scatenarla è stata la decisione, da parte della commissione igiene e sanità del Senato, di fermare l’immissione in commercio della pillola fino a quando non si sarà espresso in materia il Ministero della Sanità.

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